Portovesme (Carbonia-Iglesias)
Highest and best use study
Studio dei possibili scenari di riuso dell’area industriale di Portovesme, nel sudovest della Sardegna, con lo scopo di evitare che la imminente chiusura dello stabilimento ALCOA diventi un trauma per il territorio, già penalizzato da una pesante disoccupazione, e di farla diventare al contrario l’occasione di un complessivo ripensamento dell’intero polo industriale e del territorio circostante.
Sono state analizzate diverse possibilità di riuso e studiate tre ipotesi:
- che l’area possa essere destinata a futuri ampliamenti di una o più aziende confinanti;
- che vengano dismesse tutte le attività metallurgiche, e dunque l’intera filiera dell’Alluminio, mentre resti attiva la Centrale termoelettrica dell’ENEL, con la possibilità che su tutta l’area industriale si sviluppi un grande polo di produzione di energia - con particolare riguardo all’energia prodotta da fonti rinnovabili - eventualmente sinergico alla costruzione del gasdotto sottomarino GALSI proveniente dall’Algeria;
- che l’intero sito di Portovesme, opportunamente e totalmente bonificato, possa trasformarsi in grande polo turistico, integrato al borgo di Portoscuso e all’antistante piccolo arcipelago del Sulcis, grazie anche alla trasformazione del porto commerciale in porto turistico.
Analogo studio è stato condotto per la annunciata chiusura dello stabilimento industriale di Fusina (Porto Marghera, Venezia), anch’esso di ALCOA, verificando la possibilità che l’area dismessa possa essere destinata alla creazione di una piattaforma logistica grazie non solo alle infrastrutture esistenti e alla disponibilità di una banchina, ma anche alle possibili sinergie con i terminali container e Ro-Ro in programma nell’area industriale di Porto Marghera.
Prestazioni:
studi preliminari, scenari alternativi, rapporto conclusivo
Committente:
EPF srl per ALCOA spa
Partners:
R. Zorzi, G. L. Serra, Advanced Engineering srl, Gianni-Origoni-Grippo & partners 